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Ferdinando Sabatino, nato a Milano nel 1960 si è laureato in Filosofia morale con Franco Fergnani presso l’Università degli studi di Milano con una tesi sulla medicalizzazione e lo stato giuridico della delinquenza in cui applica le tesi di Foucault nei codici penali pre-unitari fino al codice Zanardelli. Professore di Storia e filosofia e di Filosofia e scienze umane, è esperto nei processi socioculturali delle comunicazioni di massa. Si è interessato al pensiero organizzativo delle strutture industriali, già docente presso la Scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario dell’Università degli studi di Milano, ha collaborato con la cattedra di Filosofia morale del Dipartimento di filosofia. Si occupa prevalentemente di storia dei sistemi di pensiero e di fenomeni collettivi, ha studiato le istituzioni totali come forme di potere su cui le società moderne hanno articolato aspetti ideologici di risocializzazione per giungere alle più sofisticate e complesse forme ideologiche contemporanee. Ha orientato recentemente i suoi interessi sui problemi della violenza collettiva ed etnica; sulla questione dei diritti e sul conflitto tra lavoro e capitale.
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"...bisogna discernere il rumore sordo e prolungato della battaglia"
Michel Foucault

sabato 10 luglio 2021

Gavosto il marziano

Un nuovo marziano si aggira tra i nostri confini, il suo nome è Gavosto e chissà cosa avrebbe detto Ennio Flaiano di questo nuovo alieno che intende propinarci mezze verità come verità assolute senza tenere conto del vecchio inciso di Nietzsche secondo il quale la verità è prospettica, dipende il più delle volte da dove la guardi e da cosa cerchi. Ma questo Gavosto non lo sa, e come nella canzone di De Gregori è sempre pronto a parlare con "un secchio di parole e pistole caricate a salve". A ognuno il suo. Come sempre, i dati statistici di Fondazione Agnelli rappresentano uno spaccato certo di cosa nel nostro sistema educativo vada a farsi benedire spacciandosi per grande innovazione...Leggo che 9 studenti du 10 hanno testimoniato che la dad ha seguito le normali regole di una lezione in presenza per cui con prevalenza della lezione frontale. Forse non ci si è resi conto che questa dad, così come è, ci ha salvato da un isolamento certo che solo venti anni fa sarebbe stato sicuro ma a Gavosto piace stupire con le sue immarcescibili ricerche che, a mio parere, mostrano solo il degrado del diverse riforme attuate in questi anni. Tralasciamo questi aspetti diciamo pedagogici su cui Fondazione Agnelli insiste e di cui forse un giorno bisognerebbe parlare per fugare ogni dubbio, e concentriamoci un po' su alcuni esperti 'innovativi' che francamente mostrano una certa pochezza di fondo: ma veramente questa Fondazione privata crede a tutto ciò che sciorina??? Da quello che si evince da questa ricerca la perdita degli apprendimenti sarebbe dettata da:
1. Perché si è fatta poca o scarsa ricerca in autonomia e/o di gruppo;
2. Perché non si sono usate in maniera
concreta piattaforme digitali che propongono, udite così lo sconcerto aumenta di grado, giochi didattici, app ed esercizi interattivi per personalizzare i processi di apprendimento;
3. Che i docenti, a detta dei dirigenti (con quali cognizioni di causa non è dato sapere, vista la classe dei dirigenti presa in toto a parte le ovvie eccezioni che naturalmente ci sono), sono scarsamente preparati tecnologicamente, creando sempre di più un solco incolmabile tra docenti e dirigenti che remano per andare in direzioni diverse.
Dico solo che i cinque recenti report sulle conoscenze e competenze di Ocse-Pisa, dal 2013 al 2019, hanno mostrato come le riforme, meglio schiforme, sulla scuola e dico anche università, abbiano solo impoverito lessico, bagaglio culturale e conoscenza generale dei processi storico-sociali e scientifici dei nostri alunni di cui poi sentiamo regolarmente gli strafalcioni durante i reportage degli esami di stato. Che essendo ancora al 24esimo/23esimo posto su 25 per conoscenza lessicale, cultura scientifica e problem solving, ci si dovrebbe porre il problema che forse questi metodi sono solo uno scadimento dei processi di apprendimento e di conoscenza che hanno portato la scuola ad essere solo una riproposta della scarsa dinamica sociale della società e non un ascensore sociale quale è sempre stato. Ci si preoccupi, invece, del fatto rilevato dalla stessa ricerca che in questo paese parlare di banda larga è un tabù, vero problema per coloro che non hanno mezzi economici per connettersi in modo appropriato, mente i diversi governi su questo annoso problema hanno fatto poco se non nulla, per cui di chi la colpa di questo ritardo? Dei docenti che operano con risorse proprie o della miopia della politica? Gatta ci cova: non è che questo sia in fondo l'obiettivo di Fondazione Agnelli? A  Renderci tutti più ignoranti a spese di una opinione pubblica attenta e propositiva??? A continuare a giocare anziché studiare poi si arriva a sentire anche che Gramsci è stato il presidente della repubblica e che l'uomo è un anfibio....Ma per favore Gavosto e company: si capisca che siamo sull'orlo del baratro dovuto a quasi venticinque anni di autonomia scolastica e schiforme varie, e che urge tornare indietro abbastanza in fretta perché questo paese è alle periferie dell'impero...Ma l'ideologia di Fondazione Agnelli è profonda e imperterrita nel proseguire verso il baratro di competenze immaginarie: ci si ponga invece domande chiare sul perché un ragioniere di quarant'anni fa usciva dalle nostre scuole che sapeva fare quel mestiere e oggi sforniamo al contrario  persone che non lo sanno fare e che scrivono male, al netto delle competenze che questa scuola ideologicamente continua a perseguire??? Cercare la verità, sempre che esista, non è compito solo dei filosofi ma un procedimento mentale che si impara a scuola, nella vecchia scuola certamente in questa è tutto un punto interrogativo...