Questa fase storica della pandemia che chiamiamo per comodità dell'emergenza, rappresenta una svolta qualitativa di cui dobbiamo comprendere il significato profondo senza focalizzarci troppo sui dettagli intorno alla sua gestione. Ho dato il sottotitolo di 'società dell'emergenza' al mio recente lavoro che uscirà a breve proprio per cercare di comprendere non solo questi due anni vissuti, ma proprio quelle modificazioni antropologiche che mi sembra stiano per attuarsi in questo cambio di paradigma. Non abbiamo prove certe se tutto ciò sia stato fortuito oppure preparato, ma indipendentemente da ciò quello che è accaduto non passerà inosservato per quanti ci amministrano. Siamo di fronte a quelle crisi che chiamiamo epocali e da cui non torneremo indietro innocenti. Quale è stato, dunque, il punto di forza su cui tutto è ruotato, il richiamo che ha spinto le persone ad adunarsi? Semplice: l’appello alla salute pubblica e al richiamo al contenimento del danno del contagio da parte del moderno Comitatato di salute pubblica del novello Stato etico. Attraverso questi due potenti mezzi di persuasione sul piano della comunicazione è stato possibile persuadere la popolazione a qualunque restrizione e qualunque comportamento liberticida. La sicurezza che ha preso il posto della libertà. Siamo di fronte ad un precedente di cui, oggi, i detentori del vero potere come i politici che vi stanno dietro non possono non tenerne conto. E lo faranno in modo sempre più spregiudicato temo. Il liberismo politico e l'individualismo come suo corollario sono stati capovolti nel suo contrario senza che questi stessi liberisti e liberali dicessero qualcosa in merito all'ideologia che hanno sempre portato avanti. E lo hanno fatto convinti di trovarci una morale dietro questi comportamenti liberticidi. E la buona scusa morale che ha permesso tutto questo è stata inequivocabilmente la classica minaccia esterna del nemico grazie a cui si è proposta l'adunanza e la collaborazione zitte dopo chi non fosse concorde e/o collaborativo. È certamente la risposta più evidente che gli Stati attuali sono in mano a oligarchie del denaro con poteri enormi se solo paragonati a qualche decennio fa. E grazie a questi poteri stanno definendo sempre più forme di controllo specifiche, biopolitiche sempre più decisive e profonde. Cosa impedisce loro una vittoria chiara allo stato attuale? Credo abbia ragione Zhok nell'identificarlo nel "guscio residuo dello stato di diritto democratico” di per cui diventa obbligatorio circoscrivere una scusa plausibile per aggirarsi, e questa scusa non poteva che essere il “richiamo alle armi” di fronte al “pericolo comune”. Pandemia e poi guerra.
Sia la “guerra”, totale o meno, che la “pandemia” sono le forme classiche di questo “pericolo comune” illimitato che richiede decisioni inflessibili “per il bene comune” in modo da spezzare ogni volontà "responsabilmente irresponsabile”. Viene il sospetto che voler credere che l’attuale guerra possa essere vissuta come un problema morale da parte delle oligarchie economiche al potere è un errore che non possiamo permetterci. Significherebbe dar credito a costoro pensando che non vogliamo portarci sempre più a fondo mentre proprio questo è il loro progetto di rimessa a punto del mondo. Credere che il denaro per il capitalismo sia solo profitto e non soprattutto potere è un grave errore di prospettiva. Per quanti governano il sistema, da quello degli affari a quello della politica, il ruolo vero del denaro è quello di generare potere e clientele. Non hanno bisogno di quelli per vivere. Hanno bisogno di dominare le masse. Per cui oggi nell'Occidente sempre più in declino, le oligarchie finanziarie, al cui interno vivono diversi gruppi leader in contrasto tra loro, stanno progettando una nuova visione politica per una nuova e più funzionale forma di controllo e di indirizzamento delle masse che, sembra, a sinistra non si è capito a sufficienza. Instillare nella testa della gente una condizione di “pericolo comune permanente” per togliere di mezzo ogni opposizione è il loro reale progetto politico da qui in avanti. Da Orwell a Foucault questa è la distopia che sta diventando progetto politico futuro. Il virus permanente della società futura sarà quello di creare il nemico per mantenere inalterati i rapporti di forza e di sottomissione dentro un capitalismo che sta mutando di nuovo pelle. Ma lo faranno con l'adesione mentale dei più che crederanno, per la loro meno libertà che avranno, di avere più sicurezza ma non sarà affatto così. Come se stessimo racchiusi "in un sogno dentro al sogno" ma che chiameremo presto incubo.

