Da 16 mesi il mantra è che libertà non significa fare quel che ci pare. Perfetto. Quello che stupisce è che a dirlo siano poi gli stessi personaggi neoliberisti che hanno sempre predicato la libertà del consumatore figlio della società liquida, per dirlo alla Baumann, arruolata nel libero mercato. E non si sprecano gli insulti per quanti non condividono questo liberticio: da essere menefreghisti e ignoranti quando non terrapiattisti a diventare "farneticanti" solo per dichiarare che il green pass può avere un uso politico o "filosofi imbecilli", come surretiziamente lascia intendere l'ultimo affondo di Ferraris sul "Foglio" (già la scelta è quella che è, non c'erano altri quotidiani?) riferendosi, in generale, all'imbecillita' umana successivamente parlando dell'articolo di Cacciari e Agamben, per comodità inserisco parte dell'intervista:
domanda: "Non la vogliamo contrapporre ai suoi colleghi Massimo Cacciari e Giorgio Agamben ma che effetto fa, nel loro caso, finire citati nei comizi di Gianluigi Paragone?" Risposta: “Imbecille sì, ma solo fino a un certo punto. È ovvio che lei mi vuole contrapporre ai miei colleghi, con i quali non concordo su questo punto, così come su altri. Tuttavia, ho imparato molto da Cacciari e il più delle volte mi trovo d’accordo con lui, mentre non sono mai stato d’accordo con Agamben. Il gioco delle opinioni funziona così. Una volta che una affermazione è nello spazio pubblico, ognuno ne fa l’uso che vuole, e non credo che il rimedio consista, come proponeva Platone, nel vietare la scrittura”.
Domanda: "Ci sembra che lei si sia meritato il titolo di filosofo. A questo punto forse occorre un sindacato dei filosofi con la ‘f’ maiuscola. Non crede?"
Risposta: “Per carità, non oso pensare ai risultati… trame di “Filosofia democratica” per controllare i concorsi a cattedra, sfilate con trombe e bandiere per la riduzione del tempo di meditazione al grido di “Pensare poco, pensare tutti!”, ricorsi al Tar per riabilitare Don Ferrante…”. Che imbecillità che abbiamo appena detto. Saluti." Che Ferraris si sia vaccinato come lui afferma "con l’entusiasmo di uno sperimentatore, e involontariamente lo sono stato due volte, perché come tutti sono stato una cavia ma, in particolare, per errore, dopo una dose di AstraZeneca me ne hanno somministrata una di Pfizer”, per cui un filosofo eterologo, ci fa immenso piacere ma ciò non vuol dire che tutti debbano essere così "fiduciosi e 'sperimentatori" altrimenti ti prendi la patente di inbecille consilidatato e amen. Finché si scherza e sono boutade vabbè, se passiamo alle cose serie il minimo è dire "ma che affermazione è?". Tutte queste anime belle e pie, beate loro, che pensano al green pass come all'ultimo baluardo della civiltà altrimenti la barbarie senza nemmeno prospettare un suo possibile uso politico soprattutto per gli interessi economici che stanno a monte (multinazionali del farmaco et similia), non so se definirli un po' ingenui o un po' complici di un sistema politico che non si sentono o non intendono mettere in discussione per l'urgenza pandemica. Ma la pandemia non può farci chiudere gli occhi su quello che capita intorno a noi, sulle scelte politiche che non abbiamo scelto, su personaggi che non abbiamo votato e che stanno stravolgendo il nostro ordine quotidiano su richieste che vengono da Bruxelles. Non dovrebbe impedirci di vedere quello che fa passare Draghi sotto l'egida dell'emergenza sanitaria. A me non sta bene, e non capisco come possa stare bene a Ferraris e company, molti dei quali si dichiarano fortemente di sinistra o che hanno militato a sinistra, o non perdono l'occasione di disquisire su quanto loro siano di sinistra. Se solo avessero sprecato un po' di inchiostro per le uscite reazionarie di alcuni giornalisti vedi Sorgi che prospetta un governo militare udite richiesto da Mattarella stesso (fossi il Presidente lo querelerei per sospetto vilipendio) come per la scelta scellerata di Figliulo, forse non troverebbero così assurda l'ipotesi che nel green pass si nasconda un uso politico. Invece silenzio totale, neppure un rigo ma su questi strani filosofi apriti cielo. Mi sembra tutto strano. L'emergenza sanitaria non può aver completamente annullato dal loro orizzonte questa strana situazione in cui ci siamo cacciati o che ci hanno cacciati. Questo appiattimento acritico anche da parte di molti della categoria fa pensare, fa veramente specie. Ricordo che sono sempre gli stessi liberisti che, tuttavia, si dimenticano che libertà non significa azzeramento delle libertà individuali e dei diritti della persona cesellate nelle Costituzioni di tutto il mondo, almeno in quelle del mondo libero, per giustificare un modello diciamo autoritario di democrazia che concepisce la libertà come puro sacrificio di ogni tipo di diritto in nome della salute, mettendo il Bios contro Zoe. A meno che lo Stato non faccia un patto di responsabilità reciproca con i cittadini assumendosi le sue responsabilità, come ho detto in un altro post, ma che si guarda bene dal farlo. La libertà non significa fare ciò che si vuole in un scivolamento verso la totale anarchia, ma affermare al contrario un principio di fondo che spesso ci dimentichiamo e che abbiamo molte volte sentito in questi anni dagli stessi cantori del liberismo duro e puro: quello che vede una comunità di liberi individui solidali fra loro in cui la libertà di tutti diventa condizione per la libertà di ciascuno. Un principio liberale che questi nostri liberisti dell'ultima ora hanno oggi barattato con un liberticidio al di là della emergenza sanitaria che nessuno contesta. Non è che questa emergenza stia diventando una nuova e più remunerativa fonte di guadagno? Strano che questi filosofi 'non imbecilli' non ci abbiano pensato, poi pensandoci un po' più a fondo mica tanto perché sarebbe complottismo, e allora è roba da imbecilli seri...

