Diamo per un attimo una timida occhiata, per quanto superficiale, al panorama politico ed economico che vive intorno a noi. Le banche sono piene di risparmio privato, il nostro, che non elargisce ad alcuno neppure a creare impresa se non con enormi difficoltà dicono chi ci ha provato. Non siamo economicamente come la Grecia di qualche anno fa, ma hanno intenzione, i tecnocrati dell'Europa, di ridurci come la Grecia a colpi di riforme forzate, in particolare a toglierci qualsiasi forma residuale di autonomia, obbligandoci appunto a riforme che ammazzeranno ceti medi e ceti meno abbienti, riducendo i salari già bassi, modificando la sanità pubblica che renderanno sempre più meno pubblica e più costosa con tempi di attesa più lunghi, togliendo strada facendo altri diritti residuali di un'epoca passata come si è fatto con l'art.18 facendoci credere che perseguono i 'diritti umani', sciocchezze che solo glu stolti o i corrotti possono credere perché non ci sono diritti umani senza diritti sociali, ma il nuovo politically correct della narrazione imperante ci vuole tutti dementi... (leggere ogni tanto Marx non farebbe male). Anziché difendere il lavoro, questi tecnocrati pensano, come la peggior tecnocrazia del capitalismo globalizzato, alla riduzione del costo lavoro tanto che l'ultima sortita di Letta segretario del PD, il nuovo partito della borghesia globalizzata, è emblematica e nel contempo estremamente chiara, ma è venti anni in realtà che a sinistra dicono le solite cose, da Blair in poi la catastrofe a sinistra si è consumata purtroppo a nostro scapito. La gente ha perfettamente capito che tutto questo significherà solo riduzione dei salari o al massimo una loro cristallizzazione che ci riporterà ad un potere d'acquisto sempre più ridotto se è vero, ed è vero purtroppo, che i nostri stipendi sono più o meno quelli di quindici-venti anni addietro a cui nessuna politica guarda perché la politica ha smesso da tempo di guardare ai problemi delle persone. Questa tecnocrazia europocentrica incentiverà solo il 'consumo' di lusso per quanti potranno permetterselo, mentre renderanno impossibile la vita alla grande massa che si vedrà tassata oltre ogni limite consentito con prezzi al consumo sempre più alti e su cui scaricheranno la responsabilità dello stato odierno del pianeta ormai ridotto a pattumiera del mercato globale. Già la si vede questa filosofia strisciante, un po' spicciola e subdola, con la martellante pubblicità ‘progresso’ orchestrata a reti unificate – la scena: la bambina severa e matura che guarda colpevolmente il padre che si sta facendo la barba con l'acqua corrente che scorre abbondante è solo un esempio - e si sente ahimè nello stesso linguaggio dei politici che non si interessano affatto del benessere materiale dei loro cittadini, privati sempre più di servizi e risorse economiche come l'ultima proposta di non erogare la pensione di invalidità ai disabili se hanno un qualsiasi 'lavoretto' (ultima sortita dell'Inps che ha subito recepito il messaggio), ma vogliono farci credere che si interessano (falsamente) del benessere dell'ecosistema per il bene dei loro cittadini, facendo diventare l’ecologia ultima frontiera dell'ipocrisia del politicamente corretto: devi usare poca acqua, devi risparmiare, devi salvaguardare il pianeta, devi usare poco gas, poca luce etc. insomma torniamo alle caverne inneggiando alla decrescita felice, anche se Serge Latouche non ha mai prospettato una cosa simile. L’ Agenda 2030 per farci dimenticare quello che non fanno: pensare a quello che si farà (forse) per distogliere da quello che non viene fatto ora. L'ecologia come voce della coscienza del mondo occidentale che, dopo aver distrutto il pianeta per secoli in nome dello sviluppo, ora in crisi rispetto ad altre economie emergenti e concorrenti (Cina ad esempio), ora sente come emergente e prioritario il problema ecologico immaginando una nuova economia delle risorse (l' ecologico, la green economy e via dicendo). Ma è una nuova guerra tra nuova e vecchia centralità nel sistema mondo, non una nuova sensibilità economica. Sia chiaro nessuno qui mette in dubbio i problemi del pianeta e il ruolo dell’ecologia quella vera, si mette solo in discussione l'uso scorretto e interessato che si fa dei problemi ecologici a danno dell'ecosistema. Questi tecnocrati privatizzeranno sempre più i beni pubblici rendendoli un problema politico su cui si potrà contrattare socialmente e magari individualmente, sarebbe interessante riprendere i vecchi articoli di Marx sulla privatizzazione della legna scritti nel 1842 sulla “Gazzetta Renana” e dunque sul diritto dei poveri all’uso dei beni comuni, in pratica mostrando, agli ingenui e ai falsi ingenui, che pagheranno solo le masse sociali lo sperpero che i grandi trust e le grandi corporation fanno del pianeta all'insegna del "noi consumiamo, ci arricchiremo faremo man bassa di profitti ma voi pagherete il nostro arricchimento riducendovi i consumi e pagando sempre di più tasse e comprerete a prezzi sempre più alti". Quel politicamente corretto, ovviamente, a cui le sinistre snaturate dal sistema guardano con speranza pur essendo complici visto che, ad oggi, molti Stati firmatari del protocollo di Kioto sono ancora attaccati al palo perché questi Stati non hanno fatto nulla e mai lo faranno ma in compenso, vogliamo mettere care anime nobili, osannano l'agenda 2030 a parole perché i fatti non seguiranno, se non ovviamente per le masse inermi e ormai sotto-culturate che saranno indottrinate e come greggi al macello condotte dove vorranno questi poteri ovvero limitare i consumi, stare al freddo, lavarci poco come auspica Fulco Pratesi che, afferma, fa una doccia una volta ogni due settimane o giù di lì...mah! Una piccola quasi infinitesimale quantità di persone ha in mano la complessiva ricchezza globale a scapito del resto del pianeta, intorno il 90%, che vive di ciò che può e moltissimi di stenti, come da curva di Lorenz e coefficiente di Gini. Insomma, se chi vive, sente, legge e parla oggi non ha ancora capito che questa è una nuova lotta di classe anche se si ha paura a definirla tale, vuole dire proprio che la disaffezione per i tempi della storia, per la politica, per l'osservazione come della stessa verità dei fatti è giunta a conclusione e il regno del puro contingente ha obnubilato la mente e lo spirito degli individui che pensano certamente di fare qualcosa di buono, ma in realtà con la loro scarsa dimestichezza alla contemplazione del reale prestano il fianco al vero potere di quello che una volta si chiamava 'capitale' (del resto le diverse riformicchie sull'istruzione a questo sono servite: togliere il pensiero critico, lo studio delle materie formative proprio a scapito della coscienza collettiva sociale che ormai si sta azzerando, questo lo scrivevo già nove anni fa). Abbassando la qualità dell’istruzione in questi anni hanno sempre più inserito farneticanti prospettive di politiche ambientali, di educazione alla salute, al benessere, di politiche inclusive che si sono ben guardate dall'includere realmente, ma sono servite a creare un ordine del discorso accettabile e correttamente digerito dalle moltitudini che hanno pensato realmente di farne parte con senso civico e coscienza collettiva. Illusione del politicamente corretto, visto che ogni coscienza collettiva si definisce nei gangli della società civile e non dall’alto della politica dei poteri forti che indottrinano le masse: questa si chiama manipolazione. Penso al contrario che la 'locomotiva' del capitale globalizzato sia già dietro l'angolo, anzi è già qui tra noi, ma i pifferai magici hanno addormentato le coscienze con le loro litanie dietro le quali si nascondono i veri interessi in gioco: modificare i comportamenti della moltitudine ad accettare la loro condizione di subordinati, socialmente ed economicamente, che per vivere dovranno sempre più indebitarsi perché, come da manuale, alle banche interessa il cliente che si indebita non quello che non lo fa, permettendo in questo modo alle élite dominanti del capitale una vita oltre ogni immaginazione. In mezzo, una pandemia che è giunta a fagiolo e da utile ancella serve le élite al potere mondiale. Una nuova epocale redistribuzione del reddito a cui saranno escluse le moltitudini. E nella storia delle epidemie non è stata la prima volta. Come nelle peggiori distopie. E non c'è dubbio che questa sia la peggiore delle distopie possibili.

