Forse non è una notizia, ma ci avrei giurato senza peccare. Nessun PRIN (Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale) è stato finanziato per la disciplina di filosofia. I progetti di area filosofica rappresentavano il 10% dei progetti presentati: sono stati bocciati tutti. Mai accaduto. Perché? Come mai proprio ora?
Sembra, dopo le ingerenze di Cingolani, una scelta che s' inquadra nel nuovo pragmatismo emergenziale del politicamente corretto del governo Draghi, del governo dei migliori. Ma questo nuovo pragmatismo imperante sta andando velocemente proprio al cuore del progetto tecnocratico contemporaneo nostro malgrado, è senza che noi ce ne accorgiamo. Potere dell'informazione. Ma, se guardiamo in profondità, il problema vero che si intravede è che il finanziatore stabilisce a priori i temi degni di essere ricercati, e questo qualche problema lo genera se uno è onesto intellettualmente perché l'agenda di questo finanziatore è politica, mentre quella del ricercatore è, se possibile e se ci crediamo, il perseguire la verità. Tuttavia la riflessione filosofica è naturalmente refrattaria alla chiusura in un campo che non le compete e che non le si addice. La filosofia 'parla'. La filosofia, infatti, perde la sua natura di sapere critico se non è nello stesso tempo indagine sui mezzi in rapporto ai fini e viceversa, critica del potere; mentre le forme di riflessione che mettono in discussione 'questa' agenda rappresenta un problema reale per la politica attuale. La filosofia per tutti costoro rappresenta uno scandalo, uno scandalo che però data da secoli noi affermiamo, e sarà sempre così si spera, Draghi permettendo. La filosofia per statuto esige libertà di pensiero e di espressione, e nessun filosofo che si considera tale potrebbe arretrare davanti ad una battaglia per la libertà di pensiero e di espressione. Si spera. Oggi sul giornale "Avvenire" viene scritto: "Qualche maligno attribuisce il risultato negativo a qualche isolato e presenzialista “avversario del Green pass” e all’avversione che può avere suscitato verso la disciplina, ma la comunità filosofica ha reagito con tempestività e con contributi di valore, mostrando al contrario di quanto bisogno vi sia di buone elaborazioni concettuali anche di fronte a un’emergenza....". Dunque, non sarà che qualcuno (diciamo Agamben? Cacciari?) abbia attratto sull'intera comunità filosofica le ira del potere politico che subito ha risposto per le rime? A pensar male si fa peccato, ma a volte coglie il segno. Ma forse il problema è ancora più grande di qualche importante filosofo che non condivide il pensiero imperante. Forse si vuole, più semplicemente, che la filosofia diventi solo un amplificatore di tesi ortodosse accettabili e forse anche mainstream per persone colte, diciamolo pure un sapere inutile e salottiero, un po' filo-governativo, per spettacoli tipo il Maurizio Costanzo show (che qualche filosofo ha negli anni ospitato e fatto diventare grande). Senza scandali e senza danni, e naturalmente senza fondi. Tranquilli che ora ci pensa il ministro Bianchi a mettere qualche ora di filosofia in tutti gli ordini scolastici, financo alle elementari, per farne cosa non è dato sapere ma ci saranno...È questa la filosofia che vogliono?

