Vi è qualcosa di patologico nel nostro sistema, basta guardare come vengono amministrate le nostre città e ci sembrerà tutto chiaro. Facciamo un esempio molto semplice: la casa e gli affitti o la compravendita di immobili. A Milano, ma in realtà in tutte le aree più importanti del paese, gli affitti sono stratosferici, al di fuori della logica se per guadagnare più o meno 1300 € al mese devi pagarne dagli 800 ai mille quando va bene, è evidente che non ce la puoi fare. Richiederebbe da parte degli organi competenti politici e amministrativi un'attenzione che non hanno; da parte dei giornali una capacità di critica e di denuncia fatta con i fiocchi, da parte dei partiti una presa di posizione per leggi umane. Invece silenzio. Insomma una denuncia vera. Il caro affitti di Milano è una vera e propria bolla speculativa ormai fuori controllo, tanto che spesso si preferisce non affittare per non smenarci il guadagno, e veramente non si capisce come non sia risolvibile una situazione del genere in un paese civile. Appunto: civile. Ma noi non lo siamo più da un pezzo. Su tutte questo ammasso di contraddizioni dovrebbe vertere la nostra indignazione per poter aprire un dibattito. Invece guardiamo o ci incazziamo per grossolane quisquilie. Insomma, non lo dico io ma i fatti: in un paese, per quanto a sovranità limitata, in cui si tassa ogni cosa anche l'aria, dove esiste una normativa restrittiva per ogni cosa come è possibile che non ci sia un tetto per gli affitti? Se ormai siamo arrivati a chiedere anche 1.200 euro per vivere in pochi metri quadrati perché siamo a Milano e le stesse case a gestione MM o Aler hanno raggiunto cifre da mercato privato se non oltre per case a cui non hanno mai provveduto a un miglioramento che sia uno (grazie alla legge Formigoni-Scotti, sì proprio lui, 'il Celeste', quello agli arresti domiciliari e che deve restituire un sacco di soldi all'erario) siamo sicuri di aver intrapreso la strada più corretta? E non parliamo di chissà quali case, parliamo di nuclei abitativi ai limiti dell'agibilità, sembrano dei veri incubi architettonici edulcorati da indicazioni del tipo «soppalchi mansardati», «contesto signorile», «spese escluse», etc. Una situazione assolutamente inquietante tra menefreghismo e avidità. Come è già stato detto da molti altri, abitare dentro la circonvallazione di Milano ormai è elitarismo puro. Come New York, Parigi, Berlino ma senza essere nessuna di queste metropoli, nessuno rimarrebbe qui per più di cinque minuti. Gli stessi giapponesi hanno voli charter per giungere qui conprare nelle vie della moda dopo cinque ore di coda da Gucci e poi volare con la 'preda' agognata che sia un capo di Armani o una borsa di Hermes. Una città che offre poco a costi esorbitanti. Milano città notturna? Ma quando mai, alla sera appena dopo le 22 nemmeno un turista se non è un abitue' della città chiederebbe un piatto al ristorante, perché ormai è risaputo che «le cucine stanno per chiudere» e, tolti i ritrovi Vip della movida tipo sui Navigli o “in Isola” un po' sopra le righe per baccano ed educazione (chiedere agli abitanti), per il resto la capitale morale è un grande dormitorio pubblico in cui non c’è niente fuori dagli orari d’ufficio. Provate a svoltare dopo le 22 da piazza S. Babila per corso Venezia e poi ditemi cosa ne pensate, strada più o meno buia, non dico deserta ma insomma. Desolazione da periferia.Trovi la droga a qualsiasi ora del giorno, brutti locali con i cocktail più cari d’Italia, ma accoglienza e 'vita' come pensano i nottambuli impenitenti c'è molto da correre a meno di buttarti nelle solite discoteche dei vip tipo corso Como, o nel jet set accanto al Bosco verticale. Tutto molto stereotipato ad alto costo, ma vuoi mettere potresti incontrare Belen o qualche altro personaggio mediatico, male che ti vada trovi Aranzulla quello dei consigli informatici. Milano è la città del lavoro, punto. Nel senso che il lavoro diventa tutta la tua vita e non fai altro se sei una persona normale, con uno stipendio normale e gusti normali. Sei uno spettro, uno zombie che cammina tra una élite silenziosa a cui tutto è permesso e a dei senza tetto a cui tutto è escluso. Per questo motivo quando uno cerca casa capisce che c’è qualcosa di malato in questa città. Tutto è permesso, dall' affittare una stanza o un posto letto, più facile, buio e lercio per 800€, a vedere appartamenti con la vasca in cucina, a case di diciotto metri quadrati fuori norma ma autorizzate perché chi vuoi che venga a vedere, allora ti poni due domande. Per non parlare degli appartamenti ammobiliati, si fa per dire, quattro assi e una sedia, un frigo tipo minibar da nave e forse una piastra singola a induzione. Una vera schifezza passata come fosse un appartamento a Manhattan, con pavimenti in pave' plastificati tipo metro' in lattice nero, con termosifoni inesistenti. Dunque, il concetto che tu debba lavorare per spendere quasi tutto il tuo stipendio nell’affitto e nel costo della vita è un incubo che nelle nostre città è diventato la regola. Chi pensa sia normale o lecito attraversare mezza Italia per mille euro al mese e lasciarli per un affitto si deve rendere conto che nemmeno George Orwell in “1984” era arrivato a immaginare qualcosa di simile. Ma noi abbiamo un sindaco che delle periferie se ne frega, che dice che tutto va bene, che come Panglos pensa di vivere nel migliore dei mondi possibili, che si interessa solo dei ricchi del centro di cui anche lui fa parte e, cosa più abominevole, pensa che i cittadini siano solo mucche a cui bisogna mungere sempre più latte, dagli affitti, alle varie gabelle, alle aree A e B, ai parcheggi sempre di più e sempre più cari (mi chiedo se non esista una normativa europea in merito, non so, ma non credo sia normale che non debbano esistere o che non ci siano per legge delle aree che non siano a pagamento in quanto demaniali), mentre alza il biglietto dei mezzi pubblici tagliando le corse. Veramente da Europa. Questa è la nostra città che ha votato alle scorse elezioni del sindaco il 47-48% dei cittadini. Una élite, quella del centro. Forse vorrebbero anche loro lanciarci delle brioches come Maria Antonietta prima di salire sul patibolo?

