Che dire? Ha ragione, punto! Ma il problema non finisce là, nel crocevia dei pensieri più o meno condivisibili di Corlazzoli, che ha sempre l'aria di prendersi troppo sul serio bacchettando, qua e là, quei poveri docenti che sentono tutto il peso di una scuola che si gettera' su di loro chiedendogli l'impossibile pur disprezzandoli. Sempre un po' col naso all'insù, pronto a dispensare saggezza in condimento sparso, ci lascia quasi sempre alla fine della sua fatica con un pensiero leggero che s'alza a mo' di triste domanda: ma dove ha vissuto Corlazzoli fino a ora?
Non si può dire che ciò che dice non corrisponda a una certa verità. Questo no. È che se l'analisi può essere condivisibile non lo è la conclusione, o meglio la serie di conclusioni a cui perviene. Un po' come Alberoni, pace all'anima sua, che nell'insieme delle splendide ovvietà di cui ci dilettava riusciva quasi sempre con i suoi contorsionismi a giungere a conclusioni sbagliate. Forse ad Alberoni potremmo concederlo, un po' meno a Corlazzoli che bacchetta, come la professoressa cattiva con gli occhiali e il naso all'insù che la tradizione ci tramanda gli ignari astanti. Si ama chi ci ama, ahimè. Il nostro è uno splendido lavoro che purtroppo ha subito così profondi cambiamenti che hanno modificato la natura di questo impegno. E Corlazzoli dovrebbe saperlo perché inconsapevolmente è stato, assieme a molti altri, un gaudente aiutante dei carnefici della scuola, perché anche lui è pieno di ideologia con l'intento di inculcare nella testa degli altri "il bene comune", o ciò che lui intende come "bene comune". Dove era Corlazzoli quando da Berlinguer passando per Moratti, Gelmini e Renzi, la scuola è stata distrutta per fini politici? Dove era Corlazzoli quando da venticinque anni in qua si è consumato il dramma di una autonomia che ha solo ingigantito, con pedagogie perniciose e carrozzoni vari, il tessuto connettivo di una scuola che funzionava ma di cui si vede ora solo il cadavere putrefacente? Quel pensiero unico che da destra è entrato anche nelle teste della sinistra, ha visto in prima linea persone alla Corlazzoli a sparare sentenze su quello che andava, non andava di una scuola di cui non riconosciamo più l'utilità che sforna a mala pena la stragrande sfera di analfabeti disfunzionali di cui purtroppo la società italiana è piena. Qualcuno ha fatto analisi serie su questo fenomeno? Pochi, e quei pochi vengono sempre più relegati nelle nostre istituzioni a cani sciolti che preoccupano il sistema. Come i lupi di Junger, si nascondono nel grigiore delle pecore, esseri che ancora sanno cosa è la libertà. In un testo di non molti anni fa Andrea Bayani sottolineava che "una scuola come quella di oggi non serve a niente". Sottoscrivo. Come sottoscrivo che sarebbe meglio, almeno per un po' di tempo, togliere la scuola ai pedagogisti le cui ideologie profonde hanno prodotto lo smantellamento del nostro sistema educativo. E le macerie sono sopra di noi, caro Corlazzoli. Anche dentro di noi.

