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Ferdinando Sabatino, nato a Milano nel 1960 si è laureato in Filosofia morale con Franco Fergnani presso l’Università degli studi di Milano con una tesi sulla medicalizzazione e lo stato giuridico della delinquenza in cui applica le tesi di Foucault nei codici penali pre-unitari fino al codice Zanardelli. Professore di Storia e filosofia e di Filosofia e scienze umane, è esperto nei processi socioculturali delle comunicazioni di massa. Si è interessato al pensiero organizzativo delle strutture industriali, già docente presso la Scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario dell’Università degli studi di Milano, ha collaborato con la cattedra di Filosofia morale del Dipartimento di filosofia. Si occupa prevalentemente di storia dei sistemi di pensiero e di fenomeni collettivi, ha studiato le istituzioni totali come forme di potere su cui le società moderne hanno articolato aspetti ideologici di risocializzazione per giungere alle più sofisticate e complesse forme ideologiche contemporanee. Ha orientato recentemente i suoi interessi sui problemi della violenza collettiva ed etnica; sulla questione dei diritti e sul conflitto tra lavoro e capitale.
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"...bisogna discernere il rumore sordo e prolungato della battaglia"
Michel Foucault

mercoledì 1 novembre 2023

LA DOPPIA VERITÀ DELL'OCCIDENTE

Quello che si vede è umanamente deplorevole. Non esiste alcuna giustificazione politica o risarcitoria che possa farcela andare bene, dopo settant'anni ancora si uccide e il sangue scorre impunemente. Inutile dire che sarebbe legittima la definitiva e sacrosanta nascita di due stati indipendenti, ma ciò non è stato possibile e non sarà possibile nonostante le parole si sciupino. Mi sembra evidente che Netanyahu abbia come progetto la totale resa dei conti di Hamas - che certamente non rappresenta il popolo palestinese -, ma per raggiungere tale scopo ha superato ogni limite morale e di logica politica oltre la quale il silenzio del mondo occidentale è stucchevole ma soprattutto colpevole. Ciò che vediamo all' opera è una vera e propria operazione di manipolazione delle coscienze, giornali, telegiornali, talk show sono pieni di lamentazioni per un "antisemitismo" diffuso e incomprensibile di cui parte dell'opinione pubblica si è fatta portatrice loro malgrado. Veniamo a conoscenza che in terre anglosassoni sono stati avviati procedimenti disciplinari nei confronti di studenti rei di aver espresso semplice simpatia per la causa palestinese, per cui possiamo ben dire con ragione che "atteggiamenti antisemiti" risulta essere un termine che raccoglie ogni modalità di contestazione nei confronti della politica dello Stato di Israele. Sempre più si osserva la politica di degrado culturale in cui l'Occidente è colpevolmente caduto, forse in modo inarrestabile e confuso.
Il meccanismo mentale messo in opera è sempre quello che si cela sotto l'espressione di linguaggio "politicamente corretto": non appena un fenomeno, oppure un' espressione, non si mischia con la versione ufficiale del "male assoluto" si può dunque procedere con la censura, le sanzioni pubbliche fino al pubblico ludibrio. Quello che oggettivamente preoccupa nella cultura del mondo occidentale è la fine della 'verità' e la sua dissimulazione in interpretazioni interessate, distorcendo ogni dialettica interpretativa dei fatti, costruendo meccanismi di blocco ideologico che fanno da ponte tra noi e la 'verità' dei fatti. Noncurante di questa verità dei fatti che la realtà ci propone, la melensa preoccupazione, un po' codina e un po' cialtrona, per le parole pericolose convive tranquillamente con le scene di orrore quotidiano a cui assistiamo impotenti. La chiamano moral suasion, ma di morale ne ha veramente poca. Ed è questo che disgusta. Così sensibili a linguaggi 'a rischio', viviamo nel massacro quotidiano sventolando le bandiere dei due opposti popoli come fosse una partita di calcio.
Gli ultimi dati parlano chiaro riguardo oltre 5000-7000 morti palestinesi, di cui circa 2000 sono minori e i dati sono in difetto vista la quotidiana escalation poiché a tutto ciò bisogna aggiungere il taglio dei viveri, dell' energia elettrica e dei medicinali che aumenterà la fila dei cadaveri. Non sono per nulla "bombardamenti chirurgici", come ci informano i nostri media, in quanto secondo il resoconto dell'agenzia dell'Onu per i rifugiati che opera a Gaza ufficialmente 29 dei propri operativi sono morti sotto i bombardamenti, dunque siamo di fronte a un esercizio indiscriminato dei bombardamenti da parte degli israeliani. Non chirurgico ma indiscriminato. Per non dire che su Gaza sono state utilizzate bombe incendiarie al fosforo bianco il cui uso come è noto è vietato sui centri abitati. È di circa tredici ore fa la notizia delle bombe sul campo profughi di Gaza e che l'Unicef parli di 420 bambini morti ogni giorno. Eppure di fronte a tutto questo infame vedere, a questo orrore quotidiano molta stampa continua il suo lavoro di manipolazione delle immagini, fake news (continua a circolare la menzogna delle 40 decapitazioni infantili nonostante sia stata smentita ufficialmente). E tutto ciò continua imperterrito a lavorare sulle coscienze degli occidentali manipolati da un pensiero unico che in queste modalità non si era mai visto.
Una ipocrisia che si sta istituzionalizzando come una 'doppia verità' e che non provoca alcun disprezzo nei volti degli occidentali sempre più ingenuamente sopiti sopra il carro americano visto come sceriffo del mondo. Una Europa come si deve dovrebbe dire basta, ma compromessa come è non lo farà perché pavida e prona agli interessi americani. Anche continuare a difendere questa Europa diventa colpevole, immaginarla come un corpo politico che faccia gli interessi degli europei è una favola che non solo non regge più, ma produce un fastidioso prurito, una allergia a questi politici che ci obbligano, ci sottomettono a qualcosa che non volevamo in questi termini e per aver sradicato un sogno a cui qualcuno ha creduto.