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Ferdinando Sabatino, nato a Milano nel 1960 si è laureato in Filosofia morale con Franco Fergnani presso l’Università degli studi di Milano con una tesi sulla medicalizzazione e lo stato giuridico della delinquenza in cui applica le tesi di Foucault nei codici penali pre-unitari fino al codice Zanardelli. Professore di Storia e filosofia e di Filosofia e scienze umane, è esperto nei processi socioculturali delle comunicazioni di massa. Si è interessato al pensiero organizzativo delle strutture industriali, già docente presso la Scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario dell’Università degli studi di Milano, ha collaborato con la cattedra di Filosofia morale del Dipartimento di filosofia. Si occupa prevalentemente di storia dei sistemi di pensiero e di fenomeni collettivi, ha studiato le istituzioni totali come forme di potere su cui le società moderne hanno articolato aspetti ideologici di risocializzazione per giungere alle più sofisticate e complesse forme ideologiche contemporanee. Ha orientato recentemente i suoi interessi sui problemi della violenza collettiva ed etnica; sulla questione dei diritti e sul conflitto tra lavoro e capitale.
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"...bisogna discernere il rumore sordo e prolungato della battaglia"
Michel Foucault

martedì 6 febbraio 2024

QUEL NULLA CHE CI SOVRASTA

Puntuale come un orologio svizzero ci giungono tutte le distrazioni di massa di cui siamo capaci d'inventare per tirare giornata. È una delle ragioni per cui avere speranza in Italia è cosa perfettamente inutile, rappresenta il terminale attraverso cui l'opinione pubblica è incanalata e manipolata su problemi inesistenti con soluzioni perfettamente inesistenti perché in fondo inutili. Un vero cadavere in stato di decomposizione. Da San Remo al caso della viabilità in città a 30 km/h per giungere a Fleximan eroe giunto alle cronache che si muove come un vendicatore solitario, siamo immersi in un grande blob che ci sovrastera'. Chissà cosa direbbe il marziano di Flaiano. 
Quest'ultima faccenda dei 30 km/h nella sua pochezza rappresenta un modo esemplare per fornire una evidente non soluzione a un non problema, altro che pensiero ecologico o agenda 2030. Ma pensiamo realmente che ai nostri sindaci interessi l'ecologia? Il mondo cade a pezzi e nonostante la firma di tanti protocolli su clima e quant'altro, il nostro ecosistema è quasi al collasso per colpa dei governi e della politica e non solo per un menefreghismo generale. Mah! 
Poiché tutto quello che si afferma sulla questione del provvedimento dei 30 km/h è un 'nonsense', gli spazi per creare tempeste mediatiche dove esperti di ogni genere blaterano a non finire, generatori di discussioni per opinioni pubbliche variabili che iniziano e finiscono in un bicchier d'acqua sono molto forti come gli stessi effetti di manipolazione. Se dovessimo fare una classifica generale dei problemi reali cui gli italiani stanno purtroppo soccombendo, il limite di velocità delle auto in città (come tutti gli altri falsi problemi di cui sopra) non comparirebbe nei pensieri di nessuno degli italiani. Ogni giorno succedono autentiche tragedie umane legate al fatto che siamo dinanzi all'assenza dello Stato in settori chiave, da quello ospedaliero a quello della tutela della disabilità; si evidenziano contra leges tempeste internazionali che travolgono la nostra società e la nostra economia, dove i nostri governi prendono sistematicamente tutte le strade possibili per peggiorare la situazione perché incapaci o forse collusi; siamo annegati da burocratismi imbecilli, rigorosamente inutili in ogni comparto della nostra vita, pubblico e privato; assistiamo impotenti al collasso dei sistemi educativi e all'emergere di nuove generazioni come experise, tik-tokking ecc. di cui dovremmo seriamente preoccuparci. Invece nulla. Silenzio. Pensiamo di vivere come Panglos nel migliore dei mondi possibili. E nonostante tutto questo stiamo qua a dibattere su quel puro e fastidioso nulla che è l'abbassamento del limite orario da 50 a 30 km/h in città, di San Remo, di Fleximan (su cui bisognerebbe aprire un dibattito però) e altre cose amene. Il segreto sta tutto nell'accurata e potente capacità di coltivare l'assurdità. Più è stupida, assolutamente inutile un'iniziativa politica tanto più riesce a focalizzazione il dibattito demenziale della politica italiana a cui i giornali prestano sempre più attenzione.
Veramente si pensa di risolvere il problema del traffico e di tutto quello che ne consegue vedendo masse di auto a 30 km/h che inquinano a dismisura? Con San Remo calerà il sipario per una decina di giorni su tutti i problemi esistenti, esisteranno solo queste sempre meno canore voci che ci ammorbano l'esistenza con testi inutili o incomprensibili ma che qualcuno, scommetto, inalzera' a prassi rivoluzionaria, a poesia condita di niente, sgrammaticata e ampollosa, su aleggera' il nulla di questo paese patetico e infingardo. Fleximan sarà un Robin Hood o un V moderno a cui inviare tutte le nostre speranze di rivolta silenziosa visto che chi dovrebbe farla nelle sedi adatte non c'è. Speriamo nei camion degli agricoltori di tutta Europa per una rivolta che non c'è, almeno loro sembrano lottare per qualcosa che ci tocca. Sembra. Agricoltori di tutto il mondo unitevi, Marx docet. Perché del politicamente corretto e di resilienza ne abbiamo piene le tasche.