Informazioni personali

La mia foto
Ferdinando Sabatino, nato a Milano nel 1960 si è laureato in Filosofia morale con Franco Fergnani presso l’Università degli studi di Milano con una tesi sulla medicalizzazione e lo stato giuridico della delinquenza in cui applica le tesi di Foucault nei codici penali pre-unitari fino al codice Zanardelli. Professore di Storia e filosofia e di Filosofia e scienze umane, è esperto nei processi socioculturali delle comunicazioni di massa. Si è interessato al pensiero organizzativo delle strutture industriali, già docente presso la Scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario dell’Università degli studi di Milano, ha collaborato con la cattedra di Filosofia morale del Dipartimento di filosofia. Si occupa prevalentemente di storia dei sistemi di pensiero e di fenomeni collettivi, ha studiato le istituzioni totali come forme di potere su cui le società moderne hanno articolato aspetti ideologici di risocializzazione per giungere alle più sofisticate e complesse forme ideologiche contemporanee. Ha orientato recentemente i suoi interessi sui problemi della violenza collettiva ed etnica; sulla questione dei diritti e sul conflitto tra lavoro e capitale.
Powered By Blogger

Wikipedia

Risultati di ricerca

Translate

"...bisogna discernere il rumore sordo e prolungato della battaglia"
Michel Foucault

martedì 11 giugno 2024

DUO O TRE CONSIDERAZIONI A MARGINE DEL VOTO EUROPEO.

Le votazioni per l'Europa sono terminate domenica. Ho preferito aspettare un attimo per sottolineare qualche considerazione a freddo dopo i diversi vaniloqui che si sono espressi a reti omologate. Vediamo di intenderci: un mezzo terremoto c'è stato, il problema sono le dimensioni e la capacità di anestetizzare col tempo questo evidente voto di protesta condito dal minimo storico di affluenza alle urne, problema che continua a essere sottovalutato dalle forze politiche. Se non vota più del 50% non si può continuare a dire che sono tutti pecoroni al soldo delle destre (come in modo puerile continuano a dire nel nostro paese): sta diventando il più grosso partito di ‘opposizione’ alle politiche che questi governi, falsamente legittimati da una Europa unita che non c'è, fanno contro le loro popolazioni. Negli ultimi quattro anni, dal Covid in poi, se ne sono viste di macro distorsioni, per cui qualche domanda gli eurocrati se le dovrebbero fare anziché urlare al populismo di comodo. Che qui c'entra fino a un certo punto. Cosa hanno detto le urne? Che questa Europa non funziona e soprattutto non piace e, peggio, che i diversi europei non vogliono farsi governare da questi burocrati per tutte le scelte in essere dal formaggio alla guerra. Le persone hanno maturato l'idea che le ragioni degli 'euroinomani' non sono esattamente le stesse dei loro popoli. Questo è il punto di svolta da cui partire per analizzare il voto. Ora, i governi dei due piloni storici dell’europeismo oltranzista  e non per ultimo dell’ atlantismo armato e aggressivo sono stati completamente asfaltati dal voto popolare, tanto che i due premier hanno i rispettivi partiti al 15%. Macron ha perso in un colpo un terzo dalle elezioni del '19, Scholz dal canto suo ha portato il partito alla consistenza che aveva nel 1888 facendogli fare un bel un balzo indietro di 136 anni. Dunque, l'asse portante dell'europeismo diffuso e oltranzista è stato annullato alle urne in modo netto e senza appello. E Macron l'eurocrate lo ha capito immediatamente e ha fatto l'unica cosa ragionevole da fare: sciogliere le camere e indire elezioni perché questo è stato un voto contro di lui. Questo è un fatto.
Così i due partiti del nuovo corso europeista ‘neoliberale-green’ sono stati massacrati forse peggio. Se i raggruppamenti vincenti hanno incrementato solo entro un +10 seggi (popolari 10, identitari 9, conservatori 4) guardando i “piccoli” verdi questi ultimi ne hanno persi da soli 18 e i liberali addirittura 23. I Verdi in Germania hanno perso il 20% del proprio elettorato rispetto alle politiche, l’SPD il 45%. Non so se saggiamente, ma non credo, per ora i tedeschi hanno evitato l’iniziativa macroniana di nuove elezioni ma è bastato un solo giorno perché la CDU/CSU e AfD le invocassero a gran voce. Mi sembrano onestamente inevitabili, guardando alla somma dei tre partiti in coalizione quest'ultima è pari alla CDU/CSU. Tutto ciò paralizzerà ogni azione politica a livello europeo per mancanza di governo espressione della nuova realtà. I francesi, dopo che Macron giustamente ha sciolto le camere e indetto nuove elezioni, ai primi di luglio probabilmente un governo nuovo ce l’avranno, con l'incognita che se fosse di destra come potrebbe ragionevolmente succedere sarebbe tutto da vedere come funzionerà il condominio con Macron. 
Ora, non solo le forze che hanno vinto, cioè le destre oltranziste, sono state fino ad ora contrarie alla attiva partecipazione alla guerra russo-ucraina ma storicamente sono  Euroscettiche legate visceralmente al concetto di Nazione e il sovranazionale non l’hanno mai digerito. Euroscettiche e contrarie alla guerra, mentre le forze progressiste europee sono a favore del conflitto e inneggiano all'austerita un giorno sì e l'altro anche. È evidente che tutte le forze apparentemente progressiste (leggasi di ‘sinistra’) e di centro, atlantiche e eurocentriche come espressione di questo finaz-capitalismo globalizzato sono state dimezzate dal voto popolare che non voleva e non ha ancora capito le ragioni del perché dobbiamo impoverirci ulteriormente per questa Europa, fare una guerra contro la Russia (e comunque contro un probabile blocco russo-cinese-indiano) e spalleggiare necessariamente con gli americani che hanno altri interessi i quali certamente non collimano con i nostri. Il decentramento americano nello scacchiere del sistema-mondo è evidente anche dalla produzione di energie elettrificata e delle sue infrastrutture che oggi parla russo-cinese-indiano (c'e una stima riguardante la mappatura delle infrastrutture elettriche di Visalli che sarebbe utile leggere). Non c'è stata nessuna forza progressista e di centro che abbia spiegato queste ragioni politiche di tale evidente servilismo, se non capricciosamente stanziare continui soldi per armare l'Ucraina a spese di sanità, scuola, welfare per i loro rispettivi paesi. La gente lo ha capito immediatamente, questa guerra e tutte le scelte atlantiche sono il frutto non di una Europa autonoma che persegue le proprie politiche, ma di una Europa che è serva del potere americano. 
Infine c’è da capire quale programma politico avranno queste destre. E non ultimo quale destra prenderà il sopravvento in europa. Quella della Le Pen o quella della Meloni usata in chiave atlantista. Perché, al netto delle chiacchiere, la Meloni fa populismo di comodo inneggiando a forme sovraniste nei nostri confini e nei talk show ma poi quando va in Europa si sdraia davanti a Biden e alla Van der Line. Non credo lo farà la Le Pen. Per questo mi chiedo quale destra prevarrà domani e se veramente qualcuno può pensare di ‘usare’ la Meloni per mettere qualche cerotto a questa europa senza idee e energie. Le destre, quelle estreme, sono state opposizione anche dura nei propri paesi (a parte in Italia) oltreché in Europa da quasi sempre. Meloni stessa apre bocca solo per criticare gli ex governi PD, anche con ragione, ma tace su quelli di centro destra in cui militava anche lei che hanno portato avanti le stesse idee neoliberali di questa Europa. Dunque, lo scossone contro una Europa che non ci piace, atlantista, neoliberale, affamatrice (vedi Grecia) è arrivato, cosa se faranno e quali forze prevarranno al loro interno per anestetizzare il voto popolare è, mi sembra, la grande scommessa a partire da domani.