Informazioni personali

La mia foto
Ferdinando Sabatino, nato a Milano nel 1960 si è laureato in Filosofia morale con Franco Fergnani presso l’Università degli studi di Milano con una tesi sulla medicalizzazione e lo stato giuridico della delinquenza in cui applica le tesi di Foucault nei codici penali pre-unitari fino al codice Zanardelli. Professore di Storia e filosofia e di Filosofia e scienze umane, è esperto nei processi socioculturali delle comunicazioni di massa. Si è interessato al pensiero organizzativo delle strutture industriali, già docente presso la Scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario dell’Università degli studi di Milano, ha collaborato con la cattedra di Filosofia morale del Dipartimento di filosofia. Si occupa prevalentemente di storia dei sistemi di pensiero e di fenomeni collettivi, ha studiato le istituzioni totali come forme di potere su cui le società moderne hanno articolato aspetti ideologici di risocializzazione per giungere alle più sofisticate e complesse forme ideologiche contemporanee. Ha orientato recentemente i suoi interessi sui problemi della violenza collettiva ed etnica; sulla questione dei diritti e sul conflitto tra lavoro e capitale.
Powered By Blogger

Wikipedia

Risultati di ricerca

Translate

"...bisogna discernere il rumore sordo e prolungato della battaglia"
Michel Foucault

lunedì 23 dicembre 2024

COSA CI INSEGNA IL CASO TONY EFFE...

Due parole sulla faccenda Tony Effe che giudico emblematica dei tempi bassi. Vista l'impossibilità a evitare la questione esprimo lo sconcerto di cui mi  sento vittima. Si sono scomodate Mozart come compagno di musica di Tony Effe (non ho parole!), la censura delle idee (di cosa? di quali idee?), la libertà dell'arte (sic!), la capacità dell'arte di creare opposizione, di essere ‘provocatoria’ e in grado di far pensare l'ignaro fruitore. Alla fine credo di aver provato allucinazioni tali per questo coacervo insieme di assurdità mischiate a informazione. Vediamo di raccapezzarci e di mettere qualche puntino al posto giusto. Tony Effe rappresenta uno degli ultimi prodotti del mercato della musica dei giovani d'oggi, ha un suo pubblico accreditato e, per quanto tutto questo mi provochi mal di pancia, la sua musica fa tendenza per un mercato che funziona a prescindere da eventuali supporti pubblici. Perché dunque una qualsiasi amministrazione dovrebbe buttare via dei soldi pubblici per finanziare un mercato che è in crescita e mantiene enorme spazio pubblico? Questi soldi non potrebbero servire ad altro che non seguire i vaneggiamenti di questo genere di artisti? Va bene il nazionalpopolare, non ce ne voglia Gramsci, ma perché dovremmo scadere a tanto per avvantaggiare un mercato in crescita?
Questi sono stralci tratti dai testi del noto ‘poeta’ Tony Effe, sentiamolo:

«Prendi la tua troia 
Le serve una museruola
Metti un guinzaglio alla tua ragazza 
Ci vede e si comporta come una troia» 

«La tua tipa tra i miei seguaci 
Mi vede e dopo apre le gambe
La scopo e poi si mette a piangere»

«Bitch ogni giorno non mi lasciano libero
 Le ordino da casa come su Deliveroo».  

«Lei la comando con un joystick 
Non mi piace quando parla troppo 
Le tappo la bocca e me la fotto
«Bionda, mi piace quando è italiana 
Mora, se è sudamericana 
Rossa, bella e maleducata 
Basta che a letto fa la brava». 

«Prendo una bitch, diventa principessa
Le ho messo un culo nuovo, 
le ho comprato una sesta
Arriva Tony, inizia il party
Volano schiaffi e reggiseni da ogni parte
Con una sola botta faccio due gemelli

Copro la mia puttana di gioielli 
Ma non sei la mia tipa, quindi niente anelli» 

«Sono Tony, non ti guardo nemmeno
A novanta così neanche ti vedo
Mi dici che sono un tipo violento
Però vieni solo quando ti meno»

I testi sono chiari, mi sembra. Ebbene, a quanto sembra oggi, per uno che scrive queste cose, il mondo della musica pare in rivolta contro la censura che ha ricevuto, anche a quanto pare da artiste impegnate da anni contro il sessismo e la misoginia come Emma o Giorgia. Non è il mio genere musicale, ma non vivo su Marte. Ora, ma davvero stiamo parlando di censura per questa roba che invade purtroppo ogni frequenza radio? Sarebbe veramente ‘censura’ il non essere invitati a pagamento con soldi pubblici e da parte nostra non sentire questi capolavori d'arte sopraffina? Definire tutto ciò una censura in un momento storico in cui abbiamo visto e continuiamo a vedere messa la museruola a svariati report giornalistici (vedi Ranucci e Report), articoli di denuncia internazionale, critiche politiche, resoconti veri filmati di atrocità belliche perpetrati, articoli scientifici che vanno contro alle grandi case farmaceutiche non sembra una presa in giro solenne? Veramente qualcuno può difendere immondizia di questo tipo e poi andare in televisione a farci la paternale su patriarcato e società sessista?
Mi domando cosa c'entri, qui, l'arte e la sua capacità provocatoria quando l'unica cosa che provoca sono i conati di vomito per ciò che dice. Non so, ma questa cecità ottusa o forse meglio definirla ipocrisia rappresenta, con ogni probabilità, solo una messinscena di cattivo gusto per una forma di distrazione di massa quale è diventato questo puerile intrattenimento preconfezionato da quanti ci governano, fatto da tutti coloro che ci hanno governati sia chiaro perché questa ipocrisia non ha avuto un solo colore politico. Questa cecità ottusa non ha ancora capito che tale riduzione del messaggio culturale ha un solo e preciso scopo che è quello di rendere sempre più declinante la già pur bassa opinione pubblica? Veramente si fa così fatica a capirlo? Questo genere di musica e tutti i suoi deliri che definiamo genericamente come musica ‘Trap’ è solo l'ultimo prodotto di una forma musicale degenerativa che in quasi tutti i casi giunge a questi livelli di produzione artistica e pochi si salvano. Ciò di cui parlano questi testi è solo il riconfermare lo stato di abbandono di una plebe senza speranza, che non ha alcun futuro dentro un universo consumistico in cui ogni cosa è pura merce. È solo una descrizione sistematica della schiavitù imperante del capitalismo globalizzato che accettiamo come tale senza divincolarci. Dunque, non ha nessuna intenzione di ‘far pensare’, ‘mettere in stato di accusa’ un mondo imperfetto, non ha alcun timore di mostrare quello che il mondo è, accetta supinamente la realtà oggettiva dell'esistente. È un arte di sistema che porta la mediocrità a forma apicale. La televisione commerciale ha le sue colpe per questa forma degenerativa della rappresentazione sociale. Dal ‘Drive in’ a ‘Colpo grosso’, anche nel mondo di sinistra si è pensato a mettere in soffitta il nazionalpopolare di Gramsci perché la necessità di svecchiare la proposta culturale obsoleta esigeva di educare il popolo che era cambiato. E il mercato poteva essere una opportunità. E la sinistra ci è caduta con tutti e due i piedi in questa palude melmosa senza capire nulla, perché in profondità covava già da tempo l'esigenza neoliberale di cambiare i valori di un mercato asfittico. Infatti lo sdoganamento è partito da tutte quelle forme di intrattenimento nazionalpopolare (Gramsci docet) giungendo in poco tempo a una forma di omologazione dei gusti. I giovani sono stati la massa di manovra per orientare tutto il resto, smantellando quello che resisteva del gusto pubblico fino a questo primitivismo residuale fin dentro il linguaggio impoverito. Il problema a mio modesto parere è che ancora oggi questa poderosa operazione di appiattimento è stata vista dai progressisti come un modo per andare incontro al mondo giovanile e al popolo ripulito del vecchiume, mentre loro guardavano al conservatorismo elitario di cui non avevano e non hanno alcuna intenzione di disfarsi. Ecco perché questi snob impenitenti pensano che il gusto genuino del linguaggio trash di questa musica sia una vera sfida culturale capace di rompere il sistema. Poveri idioti, lo hanno fatto anche con l'istruzione abbassandola. L'unica resistenza sarebbe stata quella di aumentare la possibilità di andare incontro alla cultura alta somministrandola a piene mani a tutti. Invece hanno prodotto solo disagio. Il risultato è quello che vediamo tristemente tra una massa di analfabeti culturali diventati ricchi e amministratori che pagano con soldi pubblici questa forma deteriore di cultura pensando che serva ad andare incontro al mondo giovanile. Bravi, avete fottuto il futuro a intere generazioni pensando di andare incontro a un mondo che, ahimè, ha proiettato su di sé quel disagio culturale, sociale financo mentale che proveniva da quell'unica cultura che ormai ci hanno messo in testa: quella americana che ci ha colonizzato. Ma i testi delle canzoni non sono quelli di Bob Dylan, Jim Morrison, Donovan o Jenis Joplin ma di Tony Effe et similia. E questo è il risultato dei figli del disagio.

.