Avevo appena scritto questo post sulle storture dovuto all'eccesso di pedagogia nelle istituzioni scolastiche trovate il link alla fine di quanto scrivo, che mi imbatto nell'ennesima puntuale esternazione del Corlazzoli-pensiero sulle benefiche pratiche taumaturgiche della pedagogia per i poveri docenti. Non ho ancora capito se c'è o ci fa ma tant'è, e questa diventa ahimè l'ennesima esternazione sulla quale dovremmo ragionare per le conseguenze che crea. Un po' come a un drogato si continua a dare più droga anziché aiutarlo a uscire da quel tunnel. Non mi dilungo sulla contrapposizione con la psicologia per cui, secondo l'autore, diventa un 'non sense' pericoloso perché la psicologia diventa inutile e una perdita di risorse per la scuola, cosa su cui sono concorde ma non per i motivi che adduce. Ma se si tratta semplicemente di passare dalla padella alla brace per uscire dall'equivoco, siamo noi che proprio non abbiamo capito nulla riguardo a questo equivoco stucchevole. Questa iper-medicalizzazione che si è determinata col tempo nelle nostre scuole ha definito un campo di oggettività che noi consideriamo, oggi, come scienza e in particolar modo come scienza dell'educazione. Ma a ben vedere è solo l'estensione del controllo che qui emerge, non certamente la sua utilità a fini pratici. Dalla fine del XIX secolo per arrivare al XX, nulla è cambiato al riguardo. Solo abbiamo accettato come un dato inevitabile questo esercizio del controllo sulle nostre coscienze e sulle nostre menti. E la società occidentale l'ha democratizzato senza indugio alcuno nelle sue viscere. Abbiamo visto cosa ha comportato tutto ciò in termini pratici tra analfabetismo generale, aumenti di dsa, bisogni speciali sempre più acclarati, istituzionalizzazione del pei, pei linguistici, aumento di ADHD (disturbo da deficit di attenzione/iperattività) e così via, la scuola pullula di ipertrofismo. Non dico che non esistano, ovviamente, o che non ci sia bisogno di queste diagnosi ma qualche sospetto alla lunga arriva. Anche per come le famiglie facciano a gara per acquisire la diagnosi medica (a pagamento) per ottenere un 'vantaggio' pratico utile per raggiungere l'obiettivo tanto agognato che coincide, quasi sempre, con la via più semplice per il proprio figlio. Questa sur-medicalizzazione del sistema educativo, per non scomodare Foucault, partita da un sistema di potere-sapere specifico è diventata col tempo una forma di controllo capillare su menti e coscienze. Come si faccia a non vederlo non mi è chiaro, ma esiste e non definisce qualcosa di positivo. Anche da tutte queste trasformazioni capiamo perché il docente è sempre meno docente ma sempre più un tuttofare dell'assistenzialismo pedagogico, pastore per pecore smarrite e senza un futuro. Non conta più cosa si può trasmettere in termini di sapere, di empatia culturale ma contano soprattutto le life skills che si possiede o che si èin grado di usare, le doti cognitive al servizio di famiglie fameliche del nulla. Per cui, non mi meraviglia che Corlazzoli voglia più pedagogia, più corsi di formazione per docenti riguardanti il sacro sapere delle abilità metacognitive, più pedagogisti 'allenatori' per gli ignari docenti pronti a bersi ogni panzana. Chissà cosa faremmo oggi senza i Novara, i Mantegazza, i Maragliano, i Bertagna noi poveri docenti? Questo è diventato il mondo al contrario dell'educazione: si perde più tempo a pensare a come si devono insegnare i concetti piuttosto che spiegare i concetti, si deve sempre più spiegare giocando. Intanto le competenze linguistiche e culturali scadono sempre più e tra analfabeti funzionali e analfabeti di ritorno il paese va sempre di più verso la periferia dell' impero. Complimenti a questi pedagogisti per lo sfascio che non vedono. Una volta avevamo un sistema educativo invidiato da tutto il mondo, oggi dobbiamo sperare che qualcuno faccia un po' da sé per uscire dal pantano in cui è. Ma chi ci riesce, lo fa solo perché dietro ha famiglie abbienti, possibilità economiche e/culturali in grado di fare la differenza mentre chi non ha queste risorse sta attaccato al palo. Mai visto una scuola più 'classista' di quella voluta da questi pedagogisti della buon'ora. Se non si capisce che, visti i dati Ocse-Pisa e Piaac non i miei, siamo al punto zero di non ritorno ma si preferisce nonostante ciò continuare a salvare i carrozzoni dell'educazione per i loro interessi di bottega, allora forse è giusto perire perché chi governa questa nostra società (i politici e i loro accoliti) ha fatto e continua a fare scelte sbagliate per il paese. Ma anche questo paese, forse, non è meglio della sua classe dirigente.
http://ferdinandosabatino.blogspot.com/2024/12/la-pedagogia-che-sottrae-esperienza.html

