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Ferdinando Sabatino, nato a Milano nel 1960 si è laureato in Filosofia morale con Franco Fergnani presso l’Università degli studi di Milano con una tesi sulla medicalizzazione e lo stato giuridico della delinquenza in cui applica le tesi di Foucault nei codici penali pre-unitari fino al codice Zanardelli. Professore di Storia e filosofia e di Filosofia e scienze umane, è esperto nei processi socioculturali delle comunicazioni di massa. Si è interessato al pensiero organizzativo delle strutture industriali, già docente presso la Scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario dell’Università degli studi di Milano, ha collaborato con la cattedra di Filosofia morale del Dipartimento di filosofia. Si occupa prevalentemente di storia dei sistemi di pensiero e di fenomeni collettivi, ha studiato le istituzioni totali come forme di potere su cui le società moderne hanno articolato aspetti ideologici di risocializzazione per giungere alle più sofisticate e complesse forme ideologiche contemporanee. Ha orientato recentemente i suoi interessi sui problemi della violenza collettiva ed etnica; sulla questione dei diritti e sul conflitto tra lavoro e capitale.
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"...bisogna discernere il rumore sordo e prolungato della battaglia"
Michel Foucault

venerdì 21 febbraio 2025

MA CHE EUROPA È MAI QUESTA?

Guardando la condizione della politica europea c'è da rimanere attoniti. Forse solo l’ipotetico marziano di Flaiano si farebbe una spassosa risata pensando a tanta idiozia manifesta, ma noi che non siamo il marziano di Flaiano e vivendo in questa triste Europa viviamo la commedia che sta diventando una tragedia di cui le sole vittime siamo noi.Dopo la telefonata tra Trump e Putin e dopo quello che lo stesso Trump ha detto di Zelenski, a molti leader europei è balenato il sospetto che il peggio per loro stia per arrivare, da qui atteggiamenti e frasi circospette e fuori dal contesto tanto che ci si chiede da dove li abbiamo presi questi politicanti di bassa lega. La ministra degli Esteri UE Kaja Kallas, ad esempio, si è messa a discettare che “in ogni negoziato l'Europa deve avere un ruolo centrale” e che “qualsiasi accordo concluso alle nostre spalle non funzionerà” come se l'Europa, questa Europa, veramente contasse qualcosa fuori dalle loro teste. Non so dove viva. Allo stesso modo e per lo stesso stupore, di fronte agli annunciati dazi di Trump sulle esportazioni europee la Von der Leyen si professa “profondamente dispiaciuta” ma promette solennemente  “contromisure ferme e proporzionate”, aggiungendo con grande senso del comico che “proteggeremo i nostri lavoratori, le nostre aziende e i nostri consumatori". Mai fatto da quando ha incarichi. Il vicepresidente americano Vance, da parte sua, in tour europeo snobba senza neppure batter ciglio e senza affanni il primo ministro tedesco Scholz dicendo che “non c’è bisogno di incontrarlo, tanto sarà cancelliere ancora per poco”. E ha ragione. Dunque, il disegno che Trump si profila a dipingere sembra chiaro. Cara Europa e caro Zelenski la pacchia è finita, preparatevi a camminare da soli in un mare di melma. Ci sarebbe da esser contenti per tutto ciò, se non che i nostri servili politici si trovano improvvisamente senza lavoro e senza pane e per questo motivo cominciano a muoversi spasmodicamente senza ritegno. E chissà cosa si preparano a escogitare. Appena rientreranno nella realtà del mondo vero, si spera, i nostri responsabili europei potrebbero cominciare a preoccuparsi invece di alcune cose senza senso che hanno fatto e per la tanta pochezza manifestata dopo la fine di Biden. In primis per aver messo in posizioni diplomatiche importanti personaggi come la Kallas agli esteri o il lituano Kubilius alla Difesa, che sono rappresentanti di minoranza di paesi che hanno una popolazione grande come una delle nostre regioni e un PIL che è meno della nostra Lombardia, ma hanno però l’unica meritoria disposizione di essere russofobici. E questo è un problema, perché mentre Putin e Trump parlano sopra la vita degli europei, questi personaggi al contrario con le loro minacce e il loro abbaiare alla luna non fanno altro che tagliare sistematicamente i ponti nel lungo periodo per ogni riavvicinamento possibile alla Russia che per noi sarebbe invece auspicabile. E non solo economici. D’altro canto, La von der Leyen è una tedesca della CDU e rappresenta il cuore del progetto mercantilista di cui l’UE è stata un esempio mondiale, un modello che ha sostenuto sempre la strategia che la carta vincente europea sarebbe dovuta essere una aggressiva politica di esportazioni con bilancia commerciale in attivo, politica perseguita a testa bassa a costo di una compressione delle condizioni lavorative e dei salari europei. Non è un caso che i bardi tecnocrati di bruxelles, gli “esperti” che hanno mandato al massacro interi paesi, ci hanno spiegato che i sacrifici dei lavoratori europei sarebbero stati compensati dall’afflusso di capitali esteri che, secondo la classica teoria a sgocciolamento, sarebbero arrivati naturalmente dai grandi gruppi finanziari alla società. Inutile dire che questo è un sogno mai realizzato perché questa politica dissennata ha dapprima distrutto il mercato interno, successivamente ha rotto i ponti con la Russia chiudendosi a ogni iniziativa cinese riducendo i propri margini di esportazione a Oriente. Tutto in nome della libertà contro le autocrazie. Mai visto suicidi più suicidi di questi. Non contenti, dando ristoro a qualche lobby, hanno avviato obiettivi chiaramente irrealizzabili nel nome della Green Economy, creando ostacoli artificiali a produzione e consumo. Ma vuoi mettere il buon esempio che diamo al mondo? A conclusione di tutto questo insieme di scemenze hanno scoperto l’acqua calda, perché hanno capito nel modo più diretto che uno stato altamente sovrano come gli USA può cancellare dall’oggi al domani tutto il vantaggio competitivo in un batter d’occhio, e il risultato finale è che ogni privilegio sul mercato esterno è andato a farsi benedire mentre il mercato interno lo hai annullato tu come Europa. Non contenti delle tante corbellerie che hanno prodotto Scholz, che a breve scomparirà spero per sempre, è l'anima bella che alla vigilia dell’Operazione Speciale russa ha chiuso il North Stream 2, dunque prima dell’ invasione dell’Ucraina, ed è quello che successivamente, quando cioè l’oleodotto è stato fatto saltare in aria come dice autorevolmente Seymour Hersh dagli americani con l’ausilio dei norvegesi, ha accusato i russi di autosabotaggio. Insomma, ha permesso che gli americani ottenessero la chiusura degli approvvigionamenti energetici europei a basso costo con tutto quello che sarebbe significato per noi poveri europei (dicasi bollette) e ora può essere tranquillamente messo alla porta come una scarpa vecchia inservibile. Non so se sono più stupidi o più corrotti, il problema è che noi siamo le vittime. Risultato di tutto questo è che l’Europa, per chi ci crede ancora, esce completamente annientata. Ma i nostri lungimiranti politici non hanno avuto neppure il sospetto che questo potesse essere uno degli obiettivi degli americani e di Trump in particolare. Ovvio che perdendo l’unica vera forma di potere contrattuale che le era rimasta, ovvero l’eccellenza sul piano della trasformazione industriale, oggi l’Europa tra riduzione degli sbocchi di mercato (interni ed esterni) ed esplosione dei costi energetici è chiaramente in piena de-industrializzazione.  Se a tutto questo preoccupante affresco aggiungiamo che l’Europa è da tempo un’area demograficamente anziana e in sfinimento dove le famiglie e le relazioni stabili sono sistematicamente deficitarie per vari motivi che vanno dalle esigenze economiche per la flessibilità del mercato senza che lo Stato intervenga o per la diffusione di vari ideologismi astratti (woke et similia), pare chiaro che siamo di fronte a un collasso annunciato. Di cui nessuno se ne accorto. Siamo stati un territorio che dalla fine della Seconda guerra mondiale  non ha mai avuto il coraggio di rimettere in discussione gli esiti di quella guerra, forse con De gaulle, rimanendo semplicemente e sostanzialmente terra di occupazione prone al padrone sotto l’ombrello della Nato. Culturalmente e militarmente. Culturalmente siamo un sottoprodotto malriuscito degli americani di cui abbiamo abbracciato il modello senza battere ciglio, smantellando le nostre eccellenze abbeverandosi di ogni schifezza provenisse da oltre Atlantico. Militarmente facciamo ridere, e gli americani oggi ci preparano il conto. Molto più preoccupante è il fatto che quella Europa che pretendeva d'essere, anche giustamente, terra dei diritti, della libertà di parola e pensiero, è diventata oggi un luogo distopico in cui  regna censura, asservimento mediatico e ricatto intellettuale. Ma quello che fa più ridere o piangere a seconda da dove si guarda è che gli USA nelle mani del “dittatore” Trump riapre le maglie della libertà di parola desecretando documenti di Stato di un certo rilievo, mentre l’Europa è diventato il luogo dove chiudono i conti correnti a quelle testate politicamente sgradite, dove vengono messi all’indice ragionamenti di buon senso ma non politicamente corretti nelle trasmissioni di opinione solo per il solo fatto di non seguire l’ ordine del discorso mainstream. Siamo stati capaci di sospendere i risultati di elezioni sgradite sostenendo bellamente e senza prove evidenti che erano sotto l’influenza del giogo russo; è diventato un luogo dove si foraggia l'arbitrio più puro con il Digital Services Act; è diventato un luogo dove giornali e testate di prestigio da illo tempore non stanno più sul mercato vivendo di elargizioni occulte e pubblicità privata che sono, ovviamente, risorse condizionanti. Insomma, chi difende ancora questa Europa allo sbando o lo fa per interessi oppure c’è da credere che realmente siamo di fronte a un decadimento cognitivo manifesto. E irrecuperabile


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