Nel 1978 per l'emanazione della L. 883 solo il MSI votò contro l’introduzione di una legge di civiltà che cambiò le sorti di milioni di italiani, quella cioè del servizio nazionale sanitario. Col tempo la destra ha sempre dimostrato la sua avversione al Servizio sanitario come da prassi ideologica per una ideologica supposizione liberista dei servizi. Nulla di strano dunque. Ma quello che stona nel proseguire della cronistoria riguardante il servizio sanitario è che è stato il centrosinistra a patrocinare le maggiori (e peggiori) riforme antipopolari negli ultimi trent'anni in tema di diritto alla salute. Vediamo di elencarle:
- Ha consolidato la possibilità di attività intramoenia privata dei medici (1996, 1999) che ha contribuito a rallentare lo scorrimento delle liste d'attesa;
- Ha trasformato in modo definitivo le Unità Sanitarie Locali (USL) in aziende con una maggiore autonomia gestionale e responsabilità verso le regioni, costringendole ad anteporre il rigore di bilancio al diritto alla salute (1999);
- Ha introdotto il sistema di accreditamento delle strutture sanitarie private che possono stipulare accordi contrattuali con il SSN per erogare prestazioni (1999);
- Ha introdotto il finanziamento del SSN basato sulla capacità fiscale regionale (2000) che sfavorisce i pazienti delle regioni più povere a scapito dell'equità e dell'universalità delle cure in qualche modo modificando lo spirito della 883;
- Ha promosso la riforma del Titolo V della Costituzione che ha aperto la strada all'autonomia differenziata (2001);
- Ha tagliato 40 miliardi di euro dai fondi previsti per il SSN (soprattutto durante gli esecutivi Monti e Renzi);
- Ha tollerato i medici "gettonisti", ha consolidato e applicato tutte le riforme reazionarie proposte dalla destra come l'introduzione dei piani di rientro sanitari regionali e del tetto alla spesa per il personale sanitario.
Dunque, non possiamo pensare allora che la risposta alle politiche classiste della destra sia questo centrosinistra perché ci prenderemmo solo in giro perché i veri esecutori di questa macelleria sociale sono solo loro. Giusto per dire, i dirigenti e gli interessi dei partiti di centrosinistra che hanno compiuto queste (schi)forme sono ancora al loro posto, non sono cambiati. La vecchia litania che oggi in verità sa di truffa della necessità di votare questa sinistra perché "altrimenti vince il fascismo" è venuta progressivamente meno: il fascismo vince da ogni parte perché l'alternativa è questa sinistra. Forse non lo si è ancora capito. E non c'è modo di uscire da questo empasse a meno di radere al suolo tutto ciò che è stato fatto ‘a sinistra’ dall'89 in poi. Siamo seri: la sinistra, se ha ancora senso oggi, non c'è più da tempo e andrebbe rifondata. È stato se vogliamo un grande equivoco e una tragedia nello stesso tempo. Una grande foglia di fico per nascondere quello che covava sotto la brace delle trasformazioni sociali in atto. Peggio: è stato un tradimento che a sinistra nessuno ha realmente metabolizzato.
Il problema è che all'orizzonte c'è solo il deserto dei tartari, Buzzati permettendo.

